Rispondiamo alle 5 domande più frequenti che ci vengono fatte dai nostri clienti, per fare chiarezza sull’importanza di un serio intervento diagnostico.
PERCHÉ FARE UN’ANALISI DIAGNOSTICA?
Da un punto di vista chimico, gli oggetti di interesse storico-artistico rappresentano dei sistemi molto complessi, in cui possono essere presenti composti con caratteristiche diverse. Queste caratteristiche sono determinanti sia per l’invecchiamento dell’oggetto che per la sua sensibilità agli interventi di restauro. Conoscere la composizione chimica dell’oggetto, attraverso un’analisi diagnostica progettata appositamente, è fondamentale per scegliere come conservarlo e come intervenire.
PERCHÉ UTILIZZARE PIÙ TECNICHE PER STUDIARE LA COMPOSIZIONE DI UN OGGETTO?
A volte si pensa che da un’analisi chimica si possano ottenere informazioni su tutte le specie chimiche presenti in un dipinto o in un reperto archeologico. In realtà, la composizione di queste matrici è spesso tanto complessa che è necessario studiarle con più tecniche analitiche, in modo da poter individuare anche i composti che sfuggono ad una di esse e avere conferme in caso di dubbio.
D-ART propone sempre dei protocolli che integrino più tecniche, in modo tale da fornire la risposta più completa e dunque più utile.
POSSO ANALIZZARE UN’OPERA D’ARTE SENZA PRELEVARE UN CAMPIONE?
La risposta più corretta sarebbe: “Dipende da cosa vuoi sapere!”, ma sicuramente è preferibile poter evitare di prendere campioni, in modo da evitare rischi per l’opera. Attualmente, diverse tecniche analitiche sono disponibili come strumentazione portatile, il che permette di misurare direttamente in situ in modo veloce e sicuro. D-ART, nelle sue proposte, tenta di rispettare il principio di non invasività e propone degli approcci che, se possibile, non necessitino di campionamento, in modo da poter garantire sicurezza per l’opera.
E SE DEVO PRELEVARE IL CAMPIONE?
Sicuramente, l’analisi su campione permette di ottenere più informazioni e può essere necessaria talvolta per poter fornire la risposta alla domanda analitica (es.: conoscere la stratigrafia di un’opera pittorica molto complessa). Anche in questi casi, però, lavorando in sinergia col committente, si scelgono approcci che permettano di lavorare con la minima quantità di campione e che forniscano, mediante tecniche innovative ad alta sensibilità, tutte le risposte necessarie a conoscere l’opera in completezza. D-ART si impegna a dialogare con i conservatori e i curatori per poter assicurare la risposta più ricca di informazioni a partire dalla minima quantità di campione.
COME FACCIO A SAPERE QUAL È L’ITER DIAGNOSTICO PIÙ ADATTO AL MIO CASO?
La risposta è semplice…Contattaci! In base al lavoro di restauro o alla domanda diagnostica possiamo suggerirti diversi approcci che tengano conto delle tue esigenze e del tuo budget, e da lì costruiremo insieme il protocollo ad hoc!

